giovedì 27 luglio 2017

Autunno

No non è ancora arrivato, c'è ancora caldo afoso, temporali con bruschi abbassamenti di temperatura, ma soprattutto le cicale che ci stordiscono con il loro canto.
Ma complice i miei frequenti viaggi a Milano per lavoro, favorita dall'aria condizionata che non mi ha comunque risparmiato una bella tosse, ho portato avanti il mio Sal delle stagioni di Parolin. E quindi dopo la primavera e l'estate ecco l'Autunno.


L'autunno con i suoi colori gialli e voglia di zuppe e scaldotto da mettere sulle gambe quando alla sera sul divano ricamo. La banda presa al Telaio si ricama facilmente.

E ora via a prendere il treno nella stazione di Milano che trovo sempre molto bella con la sua copertura Liberty.


domenica 23 luglio 2017

Malva

Io sono quella che compra e mette lì. Spesso ho già un'idea di come usare quello che compro, ma a volte compro solo perché mi piace.
Questo pezzo di banda della Vaupel sicuramente saranno stati anni che giaceva nello scatolone dei lini, ed è saltato fuori quando cercavo un lino su cui ricamare il fiore di malva di Parolin. Visto che ad occhio e croce ci stava sono partita e fortuna ha voluto che ho trovato pure un vassoio, rigorosamente shabby, della misura.
Ed ecco il risultato.


Ma parliamo della malva, è una pianta con proprietà antinfiammatorie indicata per curare tosse e catarro e anche per sfiammare colon e depurare l'intestino.

Ecco due utili ricette.

USO INTERNO

Decotto: 1 cucchiaio raso foglie e fiori di malva, 1 tazza d’acqua
Versare le foglie e i fiori nell’acqua fredda. Accendere il fuoco e portare a ebollizione. Far bollire ancora qualche minuto, spegnere il fuoco, coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berlo al momento del bisogno in caso tosse, colite, o stitichezza.
Macerato a freddo: 10-15 grammi di fiori e foglie sminuzzate lasciate a macerare in acqua fredda per almeno 5 ore. Da questa operazione si ottiene la migliore estrazione di mucillagini.
La tisana alla malva e ottima da bere al mattino per le sue proprietà sgonfianti e per regolare l'attività intestinale.

USO ESTERNO
Con il decotto, una volta raffreddato, si può trovare beneficio mediante gargarismi, in caso di infiammazioni della gola o mediante lavande in caso di irritazioni vaginali.

lunedì 3 luglio 2017

Daifuku chò

Sono tornata. 
Un periodo di pigrizia per lo scrivere nel blog, anche se pensieri e idee frullano continuamente nella mia testa e non mi abbandonano mai. 
Ho ricamato nonostante il caldo, ho fatto chili di marmellata di ciliege, ho raccolto i frutti dell'orto e sgranato chili di fagioli. Insomma sono stata un'abile formichina. 
Ma scrivere no proprio non mi riusciva.
Ma ieri ho fatto una cosa interessante, grazie ad una mia amica che mi ha chiesto di partecipare con lei ad un mini corso di legatoria giapponese.
Dapprima ci è stato proiettato un filmato e delle diapositive per introdurci a quella che è la legatoria artigianale in Giappone, i tipi di rilegatura di quaderni e libri a seconda dell'importanza, il loro restauro, la posizione del titolo, ecc. ecc.
Poi la confezione di un piccolo taccuino di viaggio, il daifuku chò appunto.



Il tipo di legatura in alto permetteva ai Giapponesi di salvarlo da eventuali incendi, cosa peraltro frequente, legandolo all'interno di un pozzo.
Altra curiosità i giapponesi non rilegano il dorso come facciamo noi occidentali e nei libri meno preziosi, come questo confezionato ieri, non guardano alla precisione dei bordi.
I libri più preziosi sono rifiniti di stoffa.
Ho un bel po' di spunti per continuare su questa strada, probabilmente con altri corsi, ma intanto sono tornata a casa con un po' di materiale per provare a rilegare quaderni come autodidatta.