lunedì 1 agosto 2016

www.magicoveneto.it


Voglia di una camminata in montagna ma a disposizione solo un pomeriggio e meteo che prevede brutto tempo in montagna e pedemontana.
E allora perché non cercare nuove mete non lontano da casa? I Monti Berici non li conosciamo bene, ad eccezione delle falesie di Lumignano dove Mauro ha più volte arrampicato. Ma cercando in internet trovo il sito magicoveneto e mi imbatto su vari percorsi in quella zona. In un'ora ci siamo e messi gli scarponcini prendiamo il sentiero 3 che dal centro di Lumignana in fianco alla chiesa fa un giro ad anello per 7 km e un dislivello di 260 mt. E' il sentiero che porta all'Eremo di San Cassiano.
Ci accorgiamo subito che la flora è molto particolare. Alberi di noccioli e alloro sono quelli che riconosco ed un sottobosco di pungitopo come non ne ho mai visto. Lamponi e more e alchechengi e rose per tutto il percorso. Mi guardo attorno per cogliere la grandiosità della natura e vedo anche le felci come in montagna ma appese sulla roccia. In breve arriviamo all'eremo incassato nella roccia, anzi una parete e parte del tetto sono proprio la roccia.




Lasciamo l'Eremo e proseguiamo il nostro percorso per il sentiero, sulla cartina abbiamo letto che è un percorso panoramico, ed infatti la vista sui Colli Euganei è spettacolare e intravediamo in lontananza anche la città di Padova.



C'è scritto pure che è vario e infatti non ci delude: parecchi covoli (cavità carsiche) si aprono sulla roccia e ad un certo punto il sentiero prosegue per un foro naturale. Ci si passa a fatica ma si va.



E qui non finiscono le sorprese una piccola ferrata ci permette di passare un costone di roccia e di salire per un paio di metri, ma poi lo spettacolo dell'eremo incassato nella roccia ci ripaga della piccola fatica


e non solo...all'improvviso la nostra strada viene attraversata da un capriolo, troppo di corsa per fotografarlo ma abbastanza vicino da farci emozionare.
Dopo pochi metri la discesa verso il paese e con l'auto ci dirigiamo a Costozza, una piccolo borgo che è una perla con tre bellissime ville e una chiesetta che domina.




Ma la nostra meta è un posto magico. Un'enoteca tra le più tipiche del Basso Vicentino. E' stata ricavata dall'antica ghiacciaia comunale annessa a Villa da Schio. È la classica campana in pietra e mattoni, come le tante altre ghiacciaie costruite in area berica nei primi decenni dell'800. L'ex ghiacciaia si trova in piazza da Schio a Costozza ed è stata adattata a osteria negli anni sessanta con l'apertura della porta d'ingresso sul lato della campana che si affaccia sulla piazza.
Un bicchiere di bianco, o meglio un'ombra come si dice a Venezia, ce lo siamo meritati.

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