venerdì 27 luglio 2012

E dai monti al mare...


Il giorno dopo della Val di Fiemme, io e Nonna abbiamo preso il treno alla volta di Monfalcone per far visita a Barbara, un'amica di xxx che si è trasferita nella casa dei suoi sogni. Inutile dire che la giornata è stata bellissima, passata troppo veloce, ma è sempre così quando si sta bene in compagnia.

E finalmente ho potuto dare a Barbara il suo regalo di compleanno, un Welcome per la sua stanza da lavoro.

I suoni delle dolomiti

Ore 6.15 finisco il mio turno di notte e torno a casa.

Colazione, doccia, indosso un vestiario comodo per la montagna e partiamo. Mentre Mauro guida dormo un pochino.

Meta: Val di Fiemme.

Alle 14 vogliamo assistere ad un concerto del ciclo "I suoni delle dolomiti". E' una bella manifestazione e quando possiamo partecipiamo.

The Klezmatics sono il gruppo newyorkese che andiamo a vedere. Fanno musica ebraica dell'est-europa, abbiamo i loro cd, ma è la prima volta che assistiamo ad un loro concerto.

Penso comunque che anche per loro, che provengono dalla grande mela, sia alquanto inusuale il palco da dove si esibiscono: le buse di Tresca, un prato a 2200 metri con ampia veduta su Latemar, Catinaccio, Sassalungo, Gruppo del Sella con il Sass Pordoi che spicca, Marmolada e Panaveggio. Incredibile e bellissimo.

Il concerto comincia in sordina di fronte ad un folto gruppo di persone, ma a mano a mano che procede, la musica conquista il pubblico che batte il tempo, balla e canta. Alla fine lo stesso gruppo è meravigliato dal consenso ricevuto e una volta finito il concerto mentre tutti ci apprestiamo a scendere a valle, passando in macchina si sporgono salutano e ringraziano.

Peccato aver dimenticato la digitale a casa!!!!

lunedì 23 luglio 2012

Natale

Lo so che siamo il 23 luglio e che finalmente dopo un mese di caldo soffocante un po' di brutto tempo ci lascia respirare. Però non potevo non mostrare questo bellissimo Tree Skirt che Nonna ha confezionato su ordinazione.


domenica 22 luglio 2012

Vacanza lavoro al Taramelli

Mi sveglio la mattina ed esco, uno sguardo ai monti rosati al salir del sole, al piccolo ghiacciaio di fronte, annuso l'aria frizzantina e i polmoni si riempiono di gioia, tutto il corpo gode di quell'aria pura.

Rientro e vado in cucina, qualcuno si è già svegliato e ha messo la moka grande sul fuoco. A 2000 metri ci vuole un po' per far bollire l'acqua. Metto su anche la pentola con l'acqua per il te, prendo pane, marmellata, biscotti e li metto in tavola. Qualcuno scende biascica un ciao, qualcun altro accende la musica, il rifugio si popola.

E' un gruppo eterogeneo di età varia. A parte Nicola che è il rifugista, io e gli altri siamo volontari in ferie dal lavoro o in vacanza dagli studi, tutti con la stessa passione per la montagna. Forse ai più è difficile capire perché dopo aver lavorato per un lungo inverno invece di riposarsi si va su a lavorare fisicamente anche di più. Non so spiegarlo nemmeno io, ma vi assicuro che la soddisfazione è tale da tornare anche l'anno dopo e sentirne la malinconia quando si è a casa.

Tra chiacchiere, musica e confidenze si puliscono i bagni, si riordina la camerata, si stende la lavatrice, si pelano le patate, si preparano i canederli (100 grammi l'uno, si pesa rigorosamente l'impasto), si rompe a Nicola per scrivere il menù, che poi è più o meno lo stesso ogni giorno. Da mezzogiorno alle tre si servono in tavolo i turisti che arrivano a frotte, a qualcuno si racconta la propria esperienza. Solo dopo le tre, e dopo aver riordinato la cucina, ci mettiamo tutti fuori al sole a pranzare con tutto ciò che è avanzato e a riposarci un po'. Si ride delle domande strane dei turisti e delle risposte assurde che ne seguono. "Ma il rifugio si fa prima a girarlo da dx o da sn? " Ma qui il torrente si sente sempre" "No di notte lo spegniamo".

E finalmente scende la sera, come alla mattina non posso non fermarmi ad ammirare il Catinaccio e aspettare le prime luci che si accendono sul Bufaure.

Ma dentro al rifugio c'è fermento, finalmente si prepara la serata tutta per noi, ci si sbizzarisce tra cene di pesce, cene indiane, piatti elaboratissimi tratti da riviste di cucina, ma a volte anche una semplice pasta al tonno diventa prelibatezza. Musica, letture, giochi o semplicemente fuori tra le montagne a guardar le stelle che qui si vedono splendenti, a rincorrere i nostri pensieri a volte allegri e a volte malinconici.

Tutto questo e altro è il Rifugio Taramelli.








E quest'anno me ne sono tornata a casa anche con un ricamo finito.




lunedì 16 luglio 2012

La Viandanza

E' stato un anno difficile, troppe cose successe hanno travolto la nostra quotidianità, ma ora tutto sembra rientrato e anche l'aria fresca di stamani dopo il caldo soffocante dei giorni scorsi, sembra darmi nuova vitalità.

E mentre Nonna si gode la sua vacanza sul lago di Garda, io ho staccato con una giornata "viandanzina" come la chiama il gruppo che una volta al mese va a conoscere la nostra bella regione (grazie a Gabriella che me l'ha fatto conoscere).

Il percorso di ieri ci ha portato nella pedemontana vicentina, ai piedi dell'Altopiano di Asiago, terra di colonizzazione tedesca, i famosi Cimbri.






Sembra un piccolo fiume ma nella storia dei Cimbri, e non solo, è stato di grande importanza : l'Astico è stato usato per traghettare il legname che dall'Altopiano scendeva in pianura, e in epoca più recente Alessandro Rossi elettrificò tutta la sponda per le nuove fabbriche tessili che andavano a turbina d'acqua.

E' un fiume dall'acqua pulita ma con piene improvvise, usato come spiaggia da chi vi abita, e vi assicuro che l'acqua invita a bagnarsi i piedi.









Di paese in paese, piccoli, graziosi, ben curati con begli orti, siamo giunti a vedere il parco del Sojo, nelle vicinanze di Luisiana (uno dei sette comuni dell'Altopiano), non tutto perchè la visita richiedeva un paio d'ore e scarponcini adatti. E' un percorso dove artisti di tutto il mondo dalla Landart alla Popart espongono le loro opere. Eccone un assaggio.








Ma anche il paese alle porte del parco, Covolo del Velo, ci ha riservato lo spettacolo delle piastrelle decorate per l'antico gioco veneto della Pissotta. Questo gioco è una specie di tombola dove ogni giocatore possiede una o più cartelle con 8 simboli, le 64 formelle che compongono il tabellone sono realizzate in ceramica, piccole opere d’arte che sostituiscono numeri e parole, simboli riconoscibili perché al gioco di un tempo potessero parteciparvi analfabeti e bambini. La ceramica è quella di Nove, paese vicino a Bassano del Grappa, dove la seconda domenica di settembre degli anni dispari si ripete il gioco della pissotta.








E non poteva passarmi inosservata questa gattina, tra l'altro in dolce attesa, che si è accomodata in mezzo al gruppo, a guardia della sua preda.

E poi via alla volta di Marostica, porta importante tra il mondo montano e quello della pianura, già reticolato romano, divenne fortezza scaligera talmente bella che nè i Visconti, nè i Veneziani e tantomeno Napoleone se la sentirono di distruggerla. Le sue mura formano un ventaglio tra il castello inferiore e quello superiore, a racchiudere la piazza, il borgo vecchio e i meravigliosi giardini.

Davanti al castello inferiore c'è la famosa piazza degli scacchi dove ogni anno si ripete la partita con i figuranti che rievoca quella fatta per ottenere la mano della bella castellana.








E da Marostica, passando per Bassano ad ammirare una delle tante ville del Palladio, quella di Angarano, che data la quantità di acqua che il cielo in quel momento ha voluto elargire alle nostre teste, non mi è stato possibile fotografare, siamo arrivati in Valstagna.

Paese lungo il Brenta famoso per i suoi 4.444 gradini che conducono all'altopiano di Asiago (non ci crederete ma alcuni anni fa li feci tutti!), che servivano per far scivolare i tronchi per caricarli nelle zattere che li portavano a Venezia.

E qui non abbiamo potuto non ammirare la bella effige del nostro "Leon" posto dai veneziani per far capire che lì era zona loro e non andava toccata.






Sguardo feroce, spada alzata, libro chiuso, una zampa sulla terra e due sul mare, la coda a ricciolo, sembra minacciare chiunque a non mettersi contro la Serenissima.

Venezia la dominante, la si incontra ad ogni passo.